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BIOLOGICO,
VARATA LA REGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sull'agricoltura biologica. Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha espresso grande soddisfazione per un "provvedimento che arriva a regolamentare in modo puntuale un settore che finora ha fortemente risentito della mancanza di un quadro normativo nazionale di riferimento, soprattutto a seguito della modifica dell'ordinamento comunitario".
Su base regionale dove questo tipo di agricoltura assume un carattere preminente; le intese di filiera; l'acquacoltura biologica; il vino biologico, ottenuto da una filiera interamente biologica; la costituzione del registro per le varietà delle sementi da conservazione biologiche; l'estensione dell'uso dei cibi biologici nella ristorazione collettiva, ossia nelle mense pubbliche di ospedali, asili e scuole di ogni ordine e grado; la gestione, di tipo biologico, anche di aree di verde pubblico.
Un'altra importante novità introdotta è un logo nazionale per l'identificazione del prodotto biologico che affiancherà in etichetta quello comunitario già esistente. "Ora il testo andrà in Parlamento - ha sottolineato il ministro De Castro - e in quella sede raccoglieremo alcune proposte di legge già presentate da deputati e senatori per ottenere infine un testo unico che tenga conto delle diverse sensibilità presenti nel Paese".
Fonte: Agra 27/02/2007
LA CLONAZIONE ANIMALE
E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI
La pubblicazione a metà di ottobre da parte della Food and Drug Administration (l'Agenzia che negli Stati Uniti si occupa dell'analisi del rischio anche legata agli alimenti) di un documento che riporta i risultati degli studi sulla valutazione del rischio (Risk Assessment), inerenti la sicurezza degli alimenti ottenuti da animali clonati ha creato un certo allarmismo nei media e nell'opinione pubblica americani ed europei.
Il primo ad evidenziare la notizia è stato il Washington Post seguito poi da numerosi siti internet e dai nostri giornali e notiziari. I titoli usati per introdurre la notizia e che abbiamo potuto leggere o sentire nelle ultime settimane sono stati, come ormai è consuetudine quando si affrontano problematiche legate alle questioni dell'ingegneria genetica, piuttosto drastici: "USA: presto in vendita carne e latte clonati" oppure "Le autorità sanitarie degli Stati Uniti danno il via libera al consumo di animali duplicati" o ancora "La cena è clonata" con articoli conditi di pareri di esperti di associazioni di consumatori e di produttori nostrani che nella maggior parte dei casi finiscono per limitarsi a ribadire la presupposta spregiudicatezza del mondo USA nel campo della tutela del cittadino rispetto alle tradizioni Europee ed Italiane. Il rapporto su cui la FDA ha aperto una consultazione pubblica mediante la quale sarà possibile, da parte di enti e associazioni, inviare commenti sino al 3 di aprile del 2007, confermerebbe al momento, dal punto di vista scientifico, i risultati già emersi durante gli oltre 5 anni di studi e già in parte pubblicati dalla stessa Agenzia nel 2003, e cioè l'assenza di differenze rilevabili anche per quanto riguarda i livelli di sicurezza, tra gli alimenti prodotti da animali normali e quelli da animali clonati.
La FDA ha inoltre annunciato la disponibilità e la richiesta di commenti su di una proposta di gestione del rischio (Risk Management) degli animali clonati e dei loro discendenti che scaturisce dai dati ottenuti dal processo di Risk Assessment.
Fonte: Ce.I.R.S.A. 22/02/2007
IN AUMENTO LE TRUFFE A TAVOLA
I sequestri effettuati dai Nas sono aumentati del 7 per cento nel 2006, rispetto al 2005.
Pesce scaduto da oltre 6 anni, tonnellate (1.400) di pomodoro infestato da insetti e parassiti, vermi che passeggiano nel riso servito ai bambini di un asilo e di una scuola elementare. E, ancora, nei piatti arrivano oggetti indesiderati: un taglierino nei pop corn, un dente umano nell'impasto della pizza, un chiodo nel pane e addirittura resti di un piccolo animale nel minestrone surgelato. Sono i casi più eclatanti segnalati nel rapporto "Truffe a tavola 2006", terzo rapporto sulle frodi alimentari in Italia realizzato dal Movimento difesa del cittadino e Legambiente, presentato questa mattina a Roma.
"Dai dati raccolti in questo rapporto - dice Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - risulta evidente il grande lavoro svolto dalle forze dell'ordine e dagli enti preposti. Una maggiore sicurezza potrebbe essere ottenuta attraverso l'applicazione di norme più severe sull'etichettatura e la tracciabilità dei prodotti alimentari, sia italiani sia provenienti dall'estero e soprattutto inserendo tempi certi per i procedimenti giudiziari che riguardano gli alimenti. Effettuare le analisi in tempi rapidi permetterebbe di controllare efficacemente la filiera e di risalire alla fase del danno prima che si perdano le tracce dei responsabili e che i prodotti adulterati vengano dispersi nei vari passaggi della catena della distribuzione".
L'allarme Cina. Non manca l'emergenza Cina, da dove arrivano cibi non sottoposti a controlli sanitari: il salango congelato, pesce cinese, venduto come bianchetti della costiera romagnola, chili e chili di vongole e cozze senza etichetta smerciate a Sanremo, 600 chili di zampe di pollo cinese e un intero veicolo pieno di 2.300 chili di cani avicole, pesce e verdure surgelate in pessimo stato di conservazione, fermati poco prima di essere consegnati in esercizi commerciali. Non mancano il concentrato di pomodoro made in Gracia pieno di muffe e gli agrumi provenienti da Paesi extracomunitari trattati con l'additivo E233 vietato dall'Unione europea. A Torino sequestrati ben 69mila chili di grano tenero nazionale pieno di parassiti. Nel mirino anche oltre mille uova di anatra bollite, chili di carne e pesce congelati all'origine trasportati in camion senza refrigerazione.
Ma gli esperti, per fortuna, gettano acqua sul fuoco. "Il quadro complessivo della filiera produttiva e commerciale alimentare italiana è di ottima qualità e garantisce il consumatore - dice Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino - ma ci sono ancora settori a rischio per i quali ben vengano le sanzioni più severe previste dal decreto legislativo 190 dello scorso aprile per chi non ritira subito dal commercio prodotti non sicuri".
Fonte Il Sole 24 ore 13/07/2006